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Mappa globale dei concept non food
Di Francesca Zecca - Versione integrale dell'articolo su 11 (11 2008)

Dalla Francia al Regno Unito, dagli Stati Uniti all’Italia le soluzioni più innovative nella gestione dei reparti, che rilanciano e qualificano le grandi superfici e si dimostrano vincenti e redditizie
Crisi degli ipermercati e ruolo del non food negli assortimenti della distribuzione moderna. I due temi vanno di pari passo nell’elaborazione delle strategie dei retailer, impegnati nel rilancio delle grandi superfici alimentari. Nell’inchiesta che segue abbiamo effettuato una panoramica sulle modalità di gestione degli assortimenti extralimentari di alcune tra le principali catene internazionali che possa essere oggetto di riflessione da parte dei distributori di casa nostra. Con gli opportuni distinguo, dal momento che gli iper così come li intendiamo noi sono presenti tra i casi esaminati solo in Francia, dove il format, tra l’altro sta attraversando la stessa fase di stagnazione che si registra in Italia. Sui mercati anglosassoni, il punto vendita è concepito in maniera diversa e anche il non food entra negli assortimenti con un ruolo storicamente differente da quello cui siamo abituati, ossia fondamentalmente di complementarietà al food.
Già confrontando le dimensioni del mercato ci si può rendere conto della diversa penetrazione nei vari Paesi. In Europa, infatti, il mercato non food di dimensioni maggiori è nel Regno Unito, dove raggiunge i 299 miliardi di dollari (stima 2008, elaborazione Kpmg su dati Economist Intelligence Unit), seguito dalla Germania (297 miliardi di dollari), dalla Francia (232 miliardi di dollari) e dall’Italia (216 miliardi di dollari). Quanto alle modalità di approccio adottate per spingere la categoria, se i nostri cugini d’oltralpe ridefiniscono le grandi superfici secondo il modello multispecialista, nel Regno Unito e negli Stati Uniti prevale la logica del servizio al cliente, che “sotto lo stesso tetto”, non trova soltanto beni di consumo, ma ha la possibilità di assolvere altre necessità quotidiane. In questo senso abbiamo voluto dare rilievo a un’iniziativa tutta italiana messa a punto da Finiper e che si pone a sua volta come esempio di rilievo internazionale. Si tratta di uno spazio concepito per unificare l’offerta di servizi della catena e orientato a dare un nuovo volto all’ipermercato.
