La ricerca
Di Andrea Penazzi - Versione integrale dell'articolo su Punto Tech 5 (05 2008)

Nella gara dell’Ict, l’,Italia cammina lentamente
Sulla strada dello sviluppo economico, l’Italia continua a camminare, mentre altre nazioni corrono.
A confermare le difficoltà che affliggono il nostro Paese è il Global Information Technology Report 2007-2008, giunto alla settima edizione e stilato dal World Economic Forum, un’organizzazione internazionale con sede in Svizzera che periodicamente riunisce personalità politiche ed economiche di livello mondiale per discutere e definire le strategie del futuro.
Anche sul fronte dell’information & communication technology, dunque, il Bel Paese cresce troppo lentamente, per cui scivola nel ranking mondiale dal 38° al 42° posto, superato da Lituania, Barbados, Porto Rico e Cipro. Tra i vari fattori che incidono su questo ritardo risaltano l’eccessiva burocratizzazione dell’apparato legislativo, che mortifica l’iniziativa del settore privato, e un investimento insufficiente nella ricerca e nell’educazione, sia nella scuola secondaria che nell’università.
La situazione europea si presenta invece molto diversificata, con esempi di eccellenza nell’area settentrionale e di arretratezza soprattutto in quella orientale. A trainare il settore su scala mondiale si posizionano, complessivamente, undici membri del nostro continente presenti nella top 20, tra questi la Danimarca, che conferma la leadership con il punteggio di 5.78 (calcolato su una scala ascendente da uno a sette), la Svezia che si colloca al secondo posto con 5,72, seguono Svizzera (terza con 5.53), Finlandia (sesta con 5,47), Olanda (settima con 5,44), Islanda (ottava con 5,44) e Norvegia (decima con 5,38).
