5 domande a... John Hatch

I prodotti salva-margini

In un contesto distributivo affollato ecomplesso, quali strategie adotterete per differenziarvi dai competitor?

Nelle strategie dei retailer di hi-tech vi sono alcune costanti presumibilmente destinate a mantenersi nel tempo, tra cui un utilizzo smodato dell’arma del prezzo, una comunicazione sempre molto aggressiva e offerte poco personalizzate pensate per un mercato di massa, che distolgono l’attenzione dai reali bisogni del singolo consumatore. Noi abbiamo sempre cercato di puntare su un posizionamento diverso, valorizzando l’offerta attraverso una comunicazione di qualità e un asset di servizi che permettano di far sentire tranquillo il consumatore, come se si rivolgesse al negozio sotto casa. Così faremo anche in uno scenario di evoluzione, seguendo i capisaldi della nostra strategia, che punta principalmente sulla vicinanza al cliente in ogni sua esigenza, prima, durante e dopo l’acquisto. In questo contesto presteremo particolare attenzione anche al tema ambientale, che è già molto attuale e diventerà una questione imprescindibile nei prossimi anni. [...]

Quali sono le scelte assortimentali per contrastare la contrazione della marginalità?

L’obiettivo è proporre al consumatore un’offerta che lo guidi nella scelta di prodotti ad alto valore aggiunto. Limitiamo, quindi, la presenza di quelli di fascia bassa, destinandoli a esigenze particolari di clienti alla ricerca di articoli con ottimo rapporto qualità prezzo. L’anno scorso abbiamo lavorato molto sulla redditività, aumentando il peso del Ged e del Ped. Abbiamo inoltre favorito il cross-selling nel digital imaging e nell’information technology, merceologie in cui è molto forte la richiesta di competenza e di assistenza dei venditori: un’area in cui ci sentiamo molto forti, dati i continui investimenti in formazione.