In primo piano
Di Paola Gallas - Versione integrale dell'articolo su Punto Tech 5 (05 2008)

Etichette, è, battaglia in Commissione europea
Gli italiani rispondono, dati di mercato alla mano, all’esigenza di avere un parco di elettrodomestici installati meno obsoleto, in grado di contribuire alla riduzione delle emissioni di Co2. Che poi lo facciano per un’effettiva sensibilità ai problemi dell’ambiente o per un semplice calcolo sul proprio portafoglio, il risultato non cambia.
La sensibilità dei consumatori a queste tematiche, però, rischia di trovarsi di fronte un ostacolo di non poco conto, al punto che in Ceced si parla di “disastro annunciato”.
“In sede di Commissione europea - spiega infatti Piero Moscatelli, presidente di Ceced Italia - è in discussione una proposta di revisione delle etichette energetiche che farebbe fare al settore un grosso passo indietro. Ma andiamo con ordine. Le attuali etichette, ormai in circolazione dal 1992, sono arrivate al capolinea. Il livello più elevato di efficienza energetica indicato, la classe A, è stato raggiunto e superato dalla maggior parte dei produttori, al punto che è stato necessario introdurre, come indicazioni temporanee, le classi A+ e A++. Occorre, quindi, modificare i criteri di assegnazione delle classi, adeguandoli all’attuale realtà tecnologica”.
La Commissione europea se ne sta occupando, con l’obiettivo di arrivare al 2009 con una nuova etichetta per gli elettrodomestici bianchi, ma in realtà la soluzione dovrà essere trovata molto prima, poiché entro giugno l’implementazione del sistema energy label prevede che venga varato uno strumento analogo dedicato ad alcune specifiche categorie dell’elettronica di consumo. Pur con i dovuti adattamenti, il modello che verrà definito sarà quindi probabilmente utilizzato anche per il bianco.
